INTERVISTA A MOHAMED COACH GONZAGA MILANO

gonzagaD: Come descriverebbe la sua squadra? (unita/coesa/frammentata..)

R: Sono uniti ma a tratti, in palestra si, fuori un po’ meno.

D: Come percepisce il rapporto che ha con la propria squadra?

R: Buono; abbiamo un rapporto molto collaborativo, io resto aperto alle loro critiche/suggerimenti e loro cercano di ascoltare e mettere in pratica i miei consigli/osservazioni. C’è molta trasparenza. Il che è fondamentale perché vi sia una buona comunicazione.

D: Pensi allo stress: cos’è secondo lei? Come lo definirebbe in ambito sportivo?

R: Reputo che sia uno dei fattori più importanti tra le variabili in gioco durante la prestazione. Lo stress, e quindi la sua efficace gestione, è il fattore più influente in una gara e arriva a determinare la vittoria o la sconfitta della squadra.

D: Le è mai capitato di percepire stress nella squadra o nel singolo?

R: Si, e credo che non si possa veramente discriminare il disagio del singolo da quello della squadra, a meno che non si tratti di sport individuali.

D: In quali momenti le è successo di percepire questo stress (allenamento/partita)?

R: In alcuni periodi della stagione che spesso combaciano con quando ci si avvicina a raggiungere gli obiettivi prefissati o successivamente, quando non li si ha raggiunti. Vi sono poi altri momenti durante l’anno in cui l’allenatore richiede nuovi standard agli atleti: le aspettative aumentano e con loro anche la quantità di ansia e tensione che recano con sé.  In generale lo stess sopraggiunge quando si cerca di spingere gli atleti oltre i propri limiti.

D: Quali strategie utilizza per gestire lo stress della squadra?

R: Non uso una strategia unica applicabile a tutti. Dipende molto dall’atleta, dalla fase che sta attraversando, dal suo carattere. Ci sono soggetti con cui si deve provare a spingere per fare in modo che superino il loro limite, altri che invece percepiscono male, o nel modo sbagliato, la pressione; per cui sovraccaricarli di aspettative risulta essere una strategia fallimentare.

D: Quali frasi usa di solito per incoraggiare la squadra?

R: Non saprei, vieni ad allenarti e lo scoprirai!

D: Riguardo se stesso: cos’è per lei più stressante come allenatore?

R: È difficile condensare tutte le richieste delle ragazze, farle giocare tutte senza lasciare indietro nessuno. Rendere l’allenamento il più funzionale e proficuo possibile per tutti.

D: Il pubblico, il fatto di sentirsi osservato, le suscita qualche reazione? Quali?

R: Dipende dalle partite e dalla tipologia di pubblico. Ci sono delle partite dove si cerca di sfruttarlo e altre dove si tende a ignorarlo (soprattutto quando è in prevalenza avversario). Credo comunque che il pubblico sia maggiore fonte di stress per gli atleti che per l’allenatore soprattutto quando gli atleti sono giovani e non hanno ancora molta esperienza.

Annunci