INTERVISTA A VALERIANO, COACH FOCOL LEGNANO

focolD: Iniziamo dalla sua squadra, come la descriverebbe?

R: Sicuramente un squadra di ragazzi, perchè si parla di atleti di poco più di vent’anni e  per me sono ancora ragazzi. Ragazzi intelligenti, che sanno stare in gruppo, che si apprezzano l’un l’altro quindi sicuramente una squadra unita. Certo all’interno della squadra ci sono vari gruppi di amici, che si frequentano anche fuori dal campo, però in campo sono molto uniti e molto coesi tra loro, ecco questo senz’altro.

D: Come percepisce il  rapporto che ha con la propria squadra?

R: Direi buono. Anche se comunque c’è molta differenza di età. Io ho sempre allenato squadre dove la differenza di età si aggirava intorno ai 10-12 anni, mentre con loto la differenza è  decisamente maggiore, perciò il rapporto è diverso. Non essendo una squadra di professionisti e non facendo dello sport un lavoro, posso permettermi un rapporto quasi paterno, dal punto di vista affettivo diciamo che mi sento uno zio! Comunque, senza perdere di vista che sono il tecnico e come tale mi comporto.

D: Pensi allo stress, cos’è secondo lei? Come lo definirebbe anche in ambito sportivo?

R: Nella pallavolo e in tutto lo sport comunque lo stress è una componente importante e  fondamentale, che si dovrebbe imparare a gestire meglio. Con l’età diventa sempre più difficile da gestire perchè l’impegno, la partecipazione, lo stress della gestione dell’allenamento, lo stress proprio dell’allenamento stesso, tutto queste dinamiche diventano sempre più pesanti. E lo stress della partita è sempre alto perché comunque grava su quello che è un quadro più generale, più psicologico. Gli impegni personali, con l’aumentare dell’età diventano sempre maggiori e questo influisce sul livello di stress, mentre per quel che riguarda i ragazzi lo stress è una componente ancora legata alla prestazione.

D: Le è mai capitato di percepire stress nella squadra o nel singolo?

R: Si, direi in tutte le partite!

D: Ma c’è un momento particolare della partita in cui percepisce più stress?

R: Sicuramente l’inizio della partita è sempre il momento più stressante, c’è sempre una tensione che non si percepisce in un normale allenamento. Ci si trova ad affrontare la squadra avversaria, a rispondere al suo gioco, e questo aumenta lo stress.

D: E nell’allenamento le è mai capitato di percepire stress?

R: Nell’allenamento lo stress e più dovuto alla fatica, quindi quando si arriva alla fine dell’allenamento come adesso, è più fatica che stress. Facciamo  gioco vario, gioco due contro due, partita a metà campo, dove ognuno dei contendenti tiene a vincere e quindi anche questo porta a aumentare il tasso di  stress insieme alla fatica.

D: Utilizza alcune  strategie per gestire lo stress della squadra?

R: No perché non ne ho proprio il tempo materiale. Per attuare quel tipo di strategie occorre avere tempo da dedicare e tra allenamenti e partite, non ne resta. Tenete presente che ci alleniamo con tempi molto limitati non possiamo togliere tempo all’allenamento fisico, perciò cerchiamo di gestire lo stress in maniera molto personale.

D:  Le è mai capitato di dover gestire lo stress del singolo?

R: Si c’è stato un episodio anche quest’anno! Posso agire ma non più di tanto, perchè intervenire solo sul signolo individuo può influire sulla squadra, creando delle disparità e questo aumenterebbe poi il livello di stress di tutto il gruppo. Piuttosto consiglio al singolo di prendere dei momenti di pausa, di gestirlo in separata sede, piuttosto che riversare lo stress su tutta la squadra. Se lo stress di uno si riversa poi su tutti, diventa difficile da gestire.

D: Quali frasi di solito usa per incoraggiare la squadra?

R: Negli stati di stress tendo ad insultarli..(ride, ndr) bonariamente si intende! Visto che sono uomini uso un po’ di durezza per motivarli, si sentono un po’ “schiaffeggiati” ma funziona.

D: Certo, e se invece si focalizzasse su se stesso: cosa ritiene più stressante come allenatore?

R: In questo momento è stressante tutto (ride, ndr), la preparazione dell’allenamento, la responsabilità di allenare tutti correttamente per poter ottenere dei risultati, non  farsi del male, divertirsi. La gestione di queste cose per una persona che di lavoro fa tutt’altro,  è già di per sè faticosa. Diciamo che lo stress è anche il pensiero di arrivare a fine giornata! Certo, ci metto tanta passione, ma anche questo è fonte di stress

D: Il pubblico, il fatto di sentirsi osservato le suscita qualche reazione?  Quali?

R: No, non mi suscita alcuna reazione.

D: Ha notato se il pubblico influisce sullo stress dei ragazzi?

R: Questo si, sentirsi osservati fa si che tra i ragazzi si crei una certa ansia prestazionale che aumenta lo stato di stress. Però normalmente il pubblico soprattutto ai nostri livelli è molto neutro, non è particolarmente aggressivo, quiandi non abbiamo mai avuto problemi.

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